Chi sono
Alessandro La Noce

Mi chiamo Alessandro La Noce, sono nato a Roma e da anni vivo a Orbassano, in provincia di Torino. Erede di una tradizione familiare di artisti e musicisti, sono padre di due figli e nonno di due nipotine.
Sociologo con una formazione giuridica, dopo una carriera presso un Ente di Ricerca Nazionale ho sviluppato un percorso segnato dall'incontro costante fra scienze sociali, teatro, educazione e cultura. Il teatro, per me, non è soltanto una forma di spettacolo: è uno strumento di conoscenza, di relazione, di formazione e di trasformazione sociale.
Sono giornalista pubblicista, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, docente presso l'AEFT — Accademia Europea Formatori Teatrali — ed educatore teatrale nelle scuole pubbliche.
Ho maturato esperienze nella cooperazione internazionale, con FOCSIV, nell'amministrazione pubblica e nel volontariato. Dopo una lunga esperienza politica, fra cui quella di Sindaco, oggi lavoro in ambito culturale e associativo: ricopro incarichi presso l'Associazione Nazionale Sociologi, il Comitato Provinciale AICS di Torino e il Consiglio Direttivo della Fondazione Cascina Roccafranca.
Come autore, regista e formatore dedico particolare attenzione al rapporto fra teatro e società, educazione, memoria, cittadinanza e relazioni umane. Sono Presidente di FormEduca APS, per la quale progetto e coordino corsi, laboratori e percorsi di formazione teatrale.
Sono istruttore di scherma, con una esperienza specifica nella scherma teatrale e cinematografica, dove tecnica schermistica, movimento scenico e formazione dell'attore si tengono insieme. Di recente ho intrapreso il percorso Scherma & Salute della Federazione Italiana Scherma, in un progetto rivolto alle donne, con particolare attenzione a quelle operate al seno.
Il mio cammino unisce dunque sociologia, musica, teatro, ballo, educazione, cultura e sport, nella convinzione che la formazione della persona passi necessariamente attraverso la relazione con gli altri, la consapevolezza del corpo, l'esercizio del pensiero critico e la capacità di abitare responsabilmente la comunità.
Oggi
- Presidente
- FormEduca APS
- Presidente dipartimento Piemonte
- Associazione Nazionale Sociologi
- Membro del Consiglio direttivo
- Fondazione Cascina Roccafranca
- Membro del Comitato provinciale di Torino
- AICS
- Docente
- AEFT — Accademia Europea Formatori Teatrali
- Istruttore Scherma -Presso Circolo Scherma Collegno
Il mio teatro
Mettere in crisi le certezze
Sono un sociologo drammaturgo più interessato a mettere in crisi le certezze che a raccontare semplicemente una storia.
Non uso il palcoscenico soltanto per rappresentare la realtà, ma per interrogarla, deformarla e costringerla a confessarsi. Ho una predilezione evidente per il paradosso: prendo una situazione apparentemente ordinaria e la porto progressivamente fuori asse, fino a rivelare ciò che normalmente rimane nascosto.
Il mio teatro è spesso metateatrale: i personaggi possono sapere di essere dentro una rappresentazione, il linguaggio può incrinarsi, la situazione può diventare più importante della trama. Ma sotto la costruzione ludica c'è quasi sempre una domanda politica o esistenziale. Chi decide ciò che è normale? Chi stabilisce ciò che è lecito? Chi possiede il linguaggio con cui definiamo la realtà?
Uno dei tratti più riconoscibili della mia drammaturgia è la collisione fra l'individuo e il sistema. L'individuo porta desideri, passioni, contraddizioni; il sistema risponde con regolamenti, procedure, ruoli, burocrazia, reputazioni. Da questo conflitto nasce spesso un umorismo caustico.
Ho un rapporto molto libero con la tradizione. Euripide, Ovidio, Pirandello, il mito, la storia, la filosofia non sono repertorio da conservare sotto una teca, ma materiali da smontare e rimontare nel presente.
Il mio linguaggio tende alla frase breve, all'affondo, alla battuta che sembra leggera e invece contiene una lama. Nei miei testi non mi interessa avere ragione, ma mettere lo spettatore nella condizione scomoda di non sapere più con certezza da che parte stare.
Teatro civile senza predica, politico senza comizio, filosofico senza trattato, comico senza rassicurazione.
