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Atto unico

Libere

Copertina disegnata per Libere

Chi possiede il diritto di raccontare una donna?

Questo atto unico rappresenta la conclusione del viaggio di tre donne, Francesca, Pia e Beatrice, icone dantesche, che attraverso il confronto con il proprio passato e con la propria coscienza, riescono a liberarsi dai vincoli che le avevano definite in vita.

Ora, consapevoli della loro nuova condizione, possono finalmente lasciare il mondo delle storie per tornare a essere parte del flusso eterno dell'esistenza. Il pubblico, alla fine, è lasciato con una riflessione sulla natura dell'amore, del pentimento e della responsabilità di chi narra, ma anche con la sensazione che queste tre figure siano in qualche modo diventate più reali e più vicine.

Gianciotto mostra la complessità di un personaggio che non è solo carnefice, ma anche vittima di un amore che non ha mai potuto comprendere appieno.

Nel suo monologo Nello si rende conto della sua solitudine e delle sue colpe inestinguibili.

Infine, il dialogo tra Dante e Beatrice non è solo un incontro tra due figure storiche, ma un vero e proprio viaggio spirituale.

Gli abiti stupendi delle tre donne, sembrano quasi vivi, intrisi della loro essenza e restano fino all'ultimo sulla scena come un simbolo, come un ricordo palpabile delle loro presenze.

Le loro storie continueranno ad essere raccontate ma con la consapevolezza che le tre donne adesso si sono spogliate e sono finalmente libere di esistere come sono e non come sono state descritte, e se c'è un passato da adesso non sarà più un peso, non più quindi solo un nome vergato nelle pagine di un libro, ma il nome di anime vive finalmente consapevoli e portatrici del proprio futuro.

Gli abiti restano sulla scena fino all'ultimo, come corpi.

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