Tragedia sulla memoria, il potere e la frontiera
L'ultimo sole

Ogni società sceglie i propri eroi. Chi sceglie che cosa dimenticare?
L'Ultimo Sole nasce dall'esigenza di interrogare uno dei miti fondativi della modernità occidentale: il mito della frontiera.
La battaglia di Little Bighorn del 25 e 26 giugno 1876 rappresenta uno degli eventi più celebri della storia americana. Per oltre un secolo essa è stata raccontata come l'epopea eroica del generale George Armstrong Custer e della sua «ultima resistenza». Dietro quella narrazione, tuttavia, si nasconde una vicenda molto più complessa: l'incontro drammatico tra due visioni del mondo, due concezioni della storia e due differenti idee di civiltà.
Questa tragedia non intende processare né assolvere i suoi protagonisti. Il teatro, quando è autenticamente tale, non è un tribunale. Esso è piuttosto il luogo in cui le contraddizioni umane vengono esposte alla luce affinché il pubblico possa abitarle.
Custer non viene rappresentato come un semplice conquistatore né come un eroe senza macchia. È un uomo divorato dall'ambizione, dalla fede nel progresso e dal desiderio di lasciare un segno immortale nella storia. Toro Seduto non è soltanto il capo vittorioso dei Lakota, ma la voce di una civiltà che comprende di stare combattendo non soltanto per la propria sopravvivenza, ma per la propria memoria. Elizabeth Custer, infine, diventa il simbolo del potere del racconto e della capacità degli esseri umani di costruire miti per dare un senso alle proprie perdite.
L'opera si sviluppa come una tragedia classica. La battaglia non costituisce il centro dell'azione, ma il suo esito inevitabile. Il vero conflitto si svolge all'interno dei personaggi: tra memoria e oblio, tra ambizione e responsabilità, tra verità storica e narrazione collettiva.
In questo senso, Little Bighorn non è soltanto un episodio del passato americano. È una metafora universale. Ogni società costruisce i propri eroi. Ogni generazione seleziona ciò che desidera ricordare e ciò che preferisce dimenticare. Ogni comunità si confronta con il rapporto tra potere e memoria.
Per questa ragione la tragedia parla anche al nostro presente.
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