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Commedia tragicomica

Sono solo capelli

Copertina disegnata per Sono solo capelli

Non avevamo bisogno di una testa nuova ma ... di cominciare a pensare con la nostra

In fondo, sono soltanto capelli. Si tagliano, si tingono, ricrescono. Almeno loro.

In un salone di parrucchiere, tra forbici, tinte, specchi e pettegolezzi, si incontrano donne diverse, ciascuna con la propria storia. C'è chi vuole sentirsi più bella, chi più giovane, chi desidera cambiare vita e chi, semplicemente, vorrebbe smettere di sentirsi inadeguata.

Ma dietro una piega ben fatta si nascondono spesso domande che hanno poco a che fare con l'estetica: quanto di quello che siamo dipende da ciò che desideriamo davvero? E quanto, invece, da quello che gli altri si aspettano da noi?

Con ironia, leggerezza e qualche verità che rischia di rovinare la messa in piega, questa commedia attraversa le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana. Il bisogno di piacere, la paura di deludere, l'abitudine a dire sempre sì, la fatica di mettere un confine. Perché a volte siamo così impegnati a non scontentare nessuno che finiamo per dimenticare l'unica persona che non dovremmo deludere: noi stessi.

Il salone diventa così un piccolo laboratorio sociale, dove le confessioni si intrecciano ai pettegolezzi, le risate alle fragilità e gli specchi restituiscono immagini che non sempre abbiamo il coraggio di guardare.

Perché la società ci educa a essere accettabili, desiderabili, disponibili. Ci insegna a prenderci cura della nostra immagine, ma assai meno a prenderci cura della nostra libertà.

E allora, forse, il vero cambiamento non consiste nel tagliare i capelli, ma nel trovare il coraggio di dire: “Questo mi piace. Questo non mi piace. Questo lo voglio. Questo no”.

Senza chiedere scusa per ogni desiderio. Senza sentirsi in colpa per ogni dissenso. Senza trasformare ogni delusione altrui in una nostra responsabilità.

Perché essere gentili non significa essere sempre d'accordo. Amare non significa obbedire. E vivere insieme non dovrebbe voler dire rinunciare a sé stessi.

Alla fine, i capelli ricrescono. La libertà di scegliere, invece, bisogna imparare a coltivarla.

E magari, uscendo dal salone, scopriremo che non avevamo bisogno di una testa nuova ma avevamo bisogno di cominciare a pensare con la nostra.

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